La “Repubblica” delle cazzate: in Piazza dei Cinquecento, la polizia disperde i partecipanti alla Million Marijuana March

FONTE: “la Repubblica” delle cazzate: in Piazza dei Cinquecento, la polizia disperde i partecipanti alla Million Marijuana March

Sabato sera, 7 maggio 2016, è apparsa sui siti ADUC Droghe e Roma.Repubblica.it una notizia falsa e priva di fondamento, anche detta “bufala”, che riguarda la Million Marijuana March (Italia).

Sia ADUC che Repubblica affermano, infatti, che «I MILLE» partecipanti al «MARIJUANA DAY» sarebbero stati dispersi dalla polizia, per via di una presunta «MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA».

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(Vedi: ITALIA – In mille per il marijuana day)

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(Vedi: Roma, nel corteo contro il Ttip tensioni per i mille della “Million Marijuana March”)

Ad ADUC Droghe non abbiamo chiesto rettifica e neanche lo faremo: consapevoli che sono uno dei canali mediatici di riferimento dei Radicali, non ci stupisce il loro puerile tentativo di sminuire la Million Marijuana March (Italia), da loro osteggiata per la nostra opposizione al monopolio sulla cannabis, mascherato dalla finta “legalizzazione” nella proposta legge intergruppo “Cannabis Legale” anche da loro sostenuta.
A partire dal titolo dell’articolo pubblicato da ADUC Droghe lo scorso sabato 7 maggio alle ore 22:43, si comprende facilmente come la massa critica della M.M.M. li spaventi, tanto da provare a sminuirne anche i numeri: «ITALIA – IN MILLE PER IL MARIJUANA DAY».
Probabilmente, la nostra partecipazione alla grande manifestazione nazionale #StopTTIP, ha ulteriormente urtato i nervi di coloro che – come i Radicali, dichiaratamente neoliberisti e filo atlantisti – DA SEMPRE SOSTENGONO GLI OGM: brevettati, prodotti e commercializzati proprio da quelle corporations multinazionali beneficiarie del pericolosissimo trattato TTIP che, se sciaguratamente venisse approvato, trasformerebbe la popolazione europea da cittadini in abitanti di una colonia sottomessa agli interessi finanziari di pochi, senza diritti e possibilità di scegliere.

Alla redazione del quotidiano Roma.Repubblica.it, invece, lunedì sera (9 maggio) abbiamo chiesto la rettifica della falsa notizia apparsa sul loro sito e lo abbiamo fatto senza clamore, in maniera privata, inviando una e-mail dalla casella del sito ufficiale della Million Marijuana March (Italia) (www.millionmarijuanamarch.info), senza ottenere risposte o risultati…

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Ogni anno, viene stilata una classifica mondiale della libera informazione non manipolata, sulla base di parametri quali il pluralismo, l’indipendenza dei media, il contesto e l’autocensura, la legislatura, la trasparenza e le infrastrutture: il rapporto 2016 “World Press Freedom Index”, in questa classifica dove al primo posto c’è la Finlandia e alla 180esima e ultima posizione vede l’Eritrea, assegna all’Italia la posizione numero 77 (vedi: https://rsf.org/en/ranking)

A nostro avviso, esistono due tipologie di censura: una “PASSIVA” e l’altra “ATTIVA”.

La censura “passiva” consiste nell’oscurare fatti, documenti, notizie, informazioni tutto ciò che può essere sconveniente al potere o interesse di riferimento, tutto ciò che le popolazioni non devono sapere perché potrebbero incazzarsi (come il contenuto del trattato TTIP, per esempio) e lo si fa semplicemente ignorando e oscurando la notizia.

La censura “attiva”, invece, consiste nell’inventare fatti mai accaduti, costruendo una falsa notizia per oscurare e distogliere dalla vera, per screditare, limitare, depotenziare o mettere in cattiva luce, tutto ciò che al potere di riferimento disturba. I nostri carri (DUE) sono giunti in ritardo per un problema tecnico ad un amplificatore che abbiamo dovuto sostituire, siamo arrivati in Piazza della Repubblica alle 15:37, accolti da una folla festante e ci siamo immediatamente incolonnati dietro allo spezzone che formava la coda, proseguendo lungo il percorso prestabilito.

Se qualcosa è accaduto in Piazza dei Cinquecento e ne dubitiamo, sicuramente non è accaduto a noi e ci risulta difficile credere che qualcuno abbia potuto tentare una manifestazione non autorizzata in una piazza dove ci sono solo la pensiline dei capolinea degli autobus dell’ATAC…

Ogni cellulare può fare foto e filmati, se veramente fossimo stati sgomberati in mille, ci sarebbero immagini a documentarlo, noi invece abbiamo le foto e i video che documentano il percorso dalla partenza a Centocelle fino al nostro arrivo in Piazza della Repubblica, ripreso dai nostri carri (vedi: http://bit.ly/MMM16-VIDEO) come anche tutto il resto del percorso.

Non siamo mai stati sabato scorso in Piazza dei Cinquecento per una manifestazione non autorizzata e non ce ne sarebbe stato nessun motivo, dato che eravamo nella manifestazione nazionale #StopTTIP, anche da noi promossa assieme a centinaia di altre sigle, come si può verificare sul sito ufficiale della campagna STOP TTIP Italia, sotto la voce “Promuovono la manifestazione” (vedi: https://stop-ttip-italia.net/7-maggio).

Non siamo mai stati sgombrati in nessun luogo, sabato 7 maggio 2016, non c’è stata nessuna tensione e nessun incidente che ci abbia coinvolto nel percorso da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni, dove la manifestazione è proseguita fino al termine, spegnendo i sound system sui carri entro l’orario stabilito.

L’immensa folla, festosa e danzante attorno ai due carri del nostro spezzone, era molto, ma molto oltre le sole mille presenze da loro indicate, lo sanno bene le migliaia di persone che hanno partecipato, lo documentano tutte le foto ed i video comparsi sui social network, a partire dalla nostra pagina Facebook e risulta anche dall’immagine Nr. 25 di un altro articolo pubblicato qualche ora prima, sempre da Roma.Repubblica.it e sulla stessa manifestazione, che mostra uno dei nostri due camion e dice: «tra gli spezzoni del corteo anche quello antiproibizionista della “Million Marijuana March”, accompagnato da numerosissimi ragazzi» (Vedi: Roma, in migliaia al corteo contro il Ttip: “Avete toccato il fondo”).

Siamo entusiasti dell’ottima riuscita della Manifestazione Nazionale #StopTTIP e della nostra partecipazione in quella che è espressione della resistenza del terzo millennio verso coloro che ritengono di essere i padroni del mondo, tuttavia ci chiediamo quale possa mai essere la motivazione di una bufala così evidente e facile da mascherare che, senza alcuna possibilità di successo, tenta di sminuire la Million Marijuana March (Italia) e siamo anche curiosi di sapere come e da chi sia potuta essere stata inventata.

Soprattutto, ci fa riflettere un dato oggettivo: la magnifica manifestazione STOP TTIP di sabato 7 maggio ha visto la partecipazione, festosa, pacifica, ma convinta di una massa eterogenea, accomunata dalla opposizione al trattato USA-UE, espressione di quelle centinaia di sigle che la hanno prodotta. Come mai, tra centinaia di sigle presenti in piazza, l’unica eclatante bufala è stata inventata proprio per sminuire la partecipazione della Million Marijuana March allo #StopTTIP, del quale condividiamo ogni contenuto, contro gli stessi PADRONI DEL MONDO che introdussero anche il proibizionismo della cannabis?

Saremmo anche “brutti, sporchi e cattivi”, ma abbiamo portato in piazza quelle giovani generazioni che il mondo di domani dovranno vivere: loro sono il nostro futuro e sono stanche di subire le decisioni di altri sulla propria pelle, condannati a vite precarie che rifiutano, reclamano diritti praticando socialità altre, orizzontali e non verticistiche.
Siamo accomunati da codici incomprensibili a chi dall’esterno ci giudica “drogati”, manifestiamo ballando, manifestiamo con le nostre modalità, ma manifestiamo riempiendo le piazze.

Manifestiamo per il riconoscimento dei nostri diritti, in un momento storico nel quale è parere comune che la crisi di partecipazione diffusa sia una crisi non solo della politica, ma della DEMOCRAZIA stessa: allora, che senso ha tentare di zittirci invece che ascoltare le nostre istanze? Non ci aspettiamo o pretendiamo di essere sostenuti o di convincervi, ma quando si censura la “agorà”, non è mai un buon segno e la parola democrazia che tanto vi piace usare (e abusare) perde ogni senso.

Con tutto il popolo del 7 maggio abbiamo in comune il rifiuto del trattato TTIP, eppure, tra tutte le sigle presenti in piazza, siamo l’unica che rifiuta anche il tentativo di imporre in Italia un monopolio sulla cannabis, mascherato da “legalizzazione” e contenuto nella proposta legge intergruppo “Cannabis Legale”.

Una finta “legalizzazione” sostenuta mesi fa da una imponente campagna mediatica, che ha visto Repubblica.it impegnata in prima linea, con articoli ogni giorno per circa due mesi e non avrebbe potuto essere diversamente, dato che il monopolio che stanno preparando, secondo quanto affermato dagli stessi propositori della suddetta proposta legge da noi contrastata, si prefigge di gestire un mercato del valore di 8 miliardi annui.

Una finta “legalizzazione” che, da mesi, denunciamo attraverso i nostri canali, apprestandoci a dare battaglia e contro la quale abbiamo co-prodotto e sottoscritto, il 3 marzo 2016, insieme ad altre importanti realtà di base, il seguente documento: «Cannabis “Legale”? …Ma A Quale Prezzo?!!» e, presto, torneremo a riempire le piazze assediando chi, nel palazzo, si illude di decidere per noi, su di noi e contro di noi.

Intanto, a “Repubblica” mandiamo a dire che le parole “informazione” e “manipolazione”, anche se fanno rima, hanno significati opposti. Pertanto, invitiamo tutte e tutti coloro sabato 7 maggio erano in piazza nel nostro spezzone ad inviare foto e filmati, oltre che alla nostra pagina Facebook anche e soprattutto alla pagina de “la Repubblica – Roma”, utilizzando gli hashtag: #MMM2016 #CIAONE #LAREPUBBLICA.

Manifestiamoci…

www.millionmarijuanamarch.info

P.S. UNA STRANA COINCIDENZA, ECCO LA LORO FIRMA NELLA REGIA: ogni edizione della Million Marijuana March (Italia) ha un titolo diverso, nel 2016 è “Agroresistenza Cannabica”, nel 2015 era “Cannabis Bene Comune”, nel 2014 “Umanopolio”. il titolo “MARIJUANA DAY” lo abbiamo usato nel 2002, quando cacciammo i Radicali che avevano provato ad entrare mella MMM spiaccicando una torta in faccia a Daniele Capezzone, allora loro segretario, prima che diventasse portavoce di Forza Italia. Evidentemente, è l’edizione che i Radicali meglio ricordano e, nel riesumare il titolo di una cosi vecchia edizione, ci lasciano anche la firma. Quella vicenda della torta in faccia a Capezzone è narrata in un nostro precedente articolo, vedi: LA CORTE COSTITUZIONALE, IL RADUNO DEL 9 MARZO ED I RADICALI.

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