Si può sradicare qualche pianta, non si sradicano le idee!

sfondo-festa-raccolto tdnQuesta mattina, 24 Ottobre 2013 alle ore nove e venti abbiamo ricevuto la visita di reparti digos e antidroga al centro sociale Terra Di Nessuno.

Si sono presentati con mandato di perquisizione per accertare la presenza di piante di cannabis, trovandone e sequestrandone numerose.

Probabilmente la segnalazione viene da chi nel quartiere, troppo ottuso per comprendere e discutere faccia a faccia, preferisce gridare insulti da lontano, diffondere odio, e accanirsi contro chi è per loro motivo di invidia data la maggiore presenza e riconoscimento nel quartiere rispetto al loro auto eleggersi paladini a scopi elettorali.

Siamo tranquilli, mai abbiamo nascosto anzi rivendichiamo la nostra natura antiproibizionista e militante, praticando l’autoproduzione da più di 15 anni con l’intento preciso di scardinare la legislatura mafiosa, repressiva e criminogena che affligge il nostro paese. Consapevoli di rappresentare una realtà scomoda e facilmente attaccabile, non ci sottraiamo al conflitto e proseguiamo senza timore, coscienti che solo resistendo riusciremo a realizzare i nostri scopi e dimostrare le nostre ragioni. Alla luce del sole perché non abbiamo niente da nascondere.

Il nostro percorso non è improvvisato né volto a un semplice ed egoistico uso personale. Da anni autoproduciamo allo scopo di informare i consumatori, sostenere fattivamente chi SI CURA con questa pianta e si vede sottratto il diritto a questa possibilità (cancro, sclerosi multipla, epilessia e HIV solo per citare alcune patologie) . Portiamo avanti progetti contro lo spaccio e l’abuso di sostanze tra i giovani essendo tra le poche realtà che si pongono in Italia il problema della prevenzione e riduzione del danno e non esclusivamente della repressione cieca. Ad ogni serata sono presenti punto informativo, primo soccorso e chill-out, cosa che non avviene in nessun locale commerciale riconosciuto.

Affrontiamo il problema del sovraffollamento delle carceri e delle comunità di recupero e i conseguenti degrado e ingestibilità delle stesse senza contare la sofferenza di chi vi è recluso.

Ci confrontiamo periodicamente con solide e riconosciute realtà nazionali e internazionali (Sert, comunità di S. Benedetto al Porto e realtà istituzionali e non di Spagna, Belgio, Francia, Austria) per ampliare riflessione e consapevolezza, abbiamo organizzato numerosi incontri culturali e informativi su questi temi per contribuire allo sviluppo sociale in questo senso, in risposta all’interpretazione colpevolmente superficiale che tutti i giorni giornali e tv propagandano a gran voce peggiorando di fatto la realtà del consumo di sostanze.

Il collettivo ritiene un furto vero e proprio (nella sostanza se non nel merito) quello operato dalle istituzioni. Nei nostri confronti, nei confronti dei malati che si affidano a questa risorsa per sopravvivere e dei partecipanti alla festa del raccolto che si vedono sottratti ciò che noi ogni anno REGALIAMO in questo momento di festa e crescita collettiva.

Una perdita che al di là della fatica e dell’impegno, è politica e mai economica in quanto MAI abbiamo tratto alcun genere di profitto economico o materiale col nostro lavoro volontario.

Di fatto quanto accaduto oggi è una vergogna per una città che si ritenga civile e matura, in quanto l’antiproibizionismo e le pratiche che portiamo avanti sono riconosciute e affrontate con oggettività a livello internazionale.

Nel periodo attuale di crisi si sprecano risorse economiche, giudiziarie e umane per affrontare ridicole questioni botaniche. Un intero paese in ginocchio e decine di migliaia di persone recluse e perseguite al solo scopo di garantire profitto a narcotrafficanti e gestori di comunità di recupero senza scrupoli, per puro tornaconto personale.

Crediamo che in questo momento non si debba abbassare la testa e scoraggiarsi, anzi unirsi e ribadire a voce ancora più sicura le nostre ragioni. Finirla di farsi tenere in scacco da affaristi e sfruttatori d’anime che agiscono attraverso la paura, perché uniti e consapevoli possiamo finalmente rivoluzionare anche questo ennesimo aspetto ignobile e marcio della nostra società.

Invitiamo quindi la cittadinanza, i pazienti, i militanti e i semplici consumatori che riconoscono e non vogliono ignorare la questione ad unirsi a noi Sabato 26 Ottobre dalle 16.00 in P.zza De ferrari per un presidio itinerante in cui condannare questo ennesimo attacco propagandistico e ribadire le nostre posizioni.

Ogni atto di solidarietà adesione e diffusione di questo e comunicati inerenti, la partecipazione e la discussione del tema sono i benvenuti!Collettivo CSA Terra di Nessuno.

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