Canapisa 2013

CANAPISA-2013webCANAPISA STREETPARADE 2013

 18 MAGGIO 2013

ORE 17 PIAZZA SANT’ANTONIO   PISA

 PRATICARE IL CAMBIAMENTO INEVITABILE

La questione droga, o meglio, la questione proibizionismo in Italia si concretizza ogni giorno nell’incarcerazione e nella persecuzione di migliaia di consumatori e consumatrici a causa della Legge Fini-Giovanardi, approvata di nascosto all’interno del Decreto Olimpiadi nel 2006 ed applicata dal suo braccio armato, il Dipartimento Politiche Antidroga, diretto dal dott. Serpelloni.

Mentre di proibizionismo si muore, come le vicende italiane purtroppo mostrano con evidenza, con la censura e la manipolazione delle informazioni, il DPA persevera nell’idea che un mondo senza droghe sia possibile e necessario, utilizzando ogni mezzo a sua disposizione. Sulla base di una tale convinzione ha infatti adottato strumenti repressivi ignobili, soprattutto nei confronti di quelle realtà e persone che si oppongono in varie forme al regime proibizionista instaurato e colpevoli solo di denunciare e portare agli occhi di tutt* le evidenti contraddizioni di questa politica, come i singoli consumatori, le associazioni di controinformazione, i progetti di riduzione dei rischi, i centri sociali autogestiti, vari eventi e festival musicali ed i così temuti freeparty (ultimo tra questi a Cusago, 27 ottobre 2012, dove la celere è intervenuta in modo brutale, causando distruzioni e ferimenti gravi). Mentre l’ONU sancisce la fine della war on drugs ed il fallimento dei metodi repressivi adottati, il DPA italiano continua questa infame guerra nella totale indifferenza per i danni sociali e personali provocati, offrendo sempre più benefici economici alle criminalità organizzate e investendo milioni di euro in dubbie fondazioni o progetti fasulli, primo tra tutti il Sistema di Allerta Precoce: tutto tranne che uno strumento efficace, come le ultime vicende dimostrano!!!

In particolare negli ultimi anni abbiamo assistito a un dilagare di sanzioni per consumatori non problematici, costretti a percorsi e terapie farmacologiche forzate in comunità private; ad una incarcerazione di massa e all’aumento esponenziale del numero dei detenuti; al ritiro di centinaia di migliaia di patenti; a veri e propri ricatti ai lavoratori, già precari, attraverso i test antidroga obbligatori; alla mancanza di strategie di riduzione dei rischi; all’aumento dei fenomeni di abuso di farmaci e droghe, connessi ad una falsa informazione ed alla cultura consumistica delle case farmaceutiche ed infine alla totale assenza di un approccio basato sulla realtà e non sull’ideologia!

La manifestazione Canapisa vuole dunque cambiare questa insopportabile situazione e non cadere nel vortice di odio provocato da un tale stato di guerra permanente. Evidenziare che un diverso approccio al tema droghe è possibile è la sua missione e per questo è indispensabile dare spazio a una riflessione collettiva, pragmatica e sincera, da cui nasca un’azione di superamento delle attuali politiche. Quello che si auspica è un cambiamento sostanziale del paradigma legale dominante in materia di stupefacenti, ormai in evidente contraddizione, visti i danni provocati, soprattutto alle persone più povere. Con Canapisa si sostiene la logica del bene comune piuttosto che quella di un’ipocrita persecuzione di massa degli stili di vita che non si conformano.

Mentre in altri Stati europei è sempre più evidente la necessità di un nuovo approccio al tema droghe in Italia si continua a voler perseguitare le persone sulla base di falsità create per difendere gli interessi economici di pochi. In primis la Cannabis è al centro dell’azione del movimento antiproibizionista perché da secoli sono note le potenzialità della pianta della Canapa, che può essere utilizzata in campo sanitario, manifatturiero, energetico e ambientale come vera e propria alternativa al sistema produttivo fondato sul petrolio. Se vi è stato un primo riconoscimento formale delle sue proprietà curative, per noi di Canapisa si tratta solo di un primo passo sul lungo percorso che dovrà portate alla liberazione della canapa e della sua coltivazione. Da qui l’idea di far conoscere il Cannabis Social Club come azione collettiva che mira ad accrescere e consolidare elementi di protezione individuale dai molteplici rischi connessi all’illegalità, al mercato nero, alla medicalizzazione, alla cultura consumistica e agli interessi delle case farmaceutiche. I CSC cancellerebbero il mercato nero della cannabis, che frutta circa 113 miliardi di dollari alle narcomafie, garantirebbero dei livelli di sicurezza per la salute, derivanti da controlli sulla qualità della pianta, e agevolerebbero la somministrazione ai pazienti. Esempi di CSC riconosciuti legalmente ed operanti si trovano in Spagna e Belgio, mentre in Francia, Italia e Slovenia vi sono state iniziative per crearli. I CSC possono essere quindi un’esperienza importante per lottare anche contro la formazione dei pregiudizi culturali ed istituzionali alla base di terapie forzate che negano la libertà di scegliere o rifiutare determinate cure.

Canapisa dal 2001, oltre a rappresentare una forma di resistenza collettiva alle politiche proibizioniste, propone e pratica delle possibili alternative al sistema culturale, sociale ed economico attuale. Da anni sta dando voce a realtà sempre più marginalizzate a causa di una sola legge, promuovendo iniziative, incontri e momenti di approfondimento quali strumenti di socializzazione di saperi ed esperienze. La manifestazione vuole porre l’attenzione sulla reale possibilità di gestire la questione droghe con metodi e strategie fondati su politiche di riduzione dei rischi, sulla partecipazione diretta dei consumatori alla costruzione di una cultura consapevole e sul coinvolgimento delle varie realtà sommerse che cercano di autorganizzarsi, per creare spazi di socializzazione che vanno contro le logiche del business, del consumismo e della mercificazione. La droga e i drogati non esistono! Esistono diverse sostanze psicotrope, diversi effetti, diversi rischi, diversi usi, diverse traiettorie di consumo, diversi stili di vita!

Riconoscere questo è solo il primo passo verso UNA VERA CULTURA DEL CONSUMO CONSAPEVOLE e LA FINE DEL PROIBIZIONISMO!

In attesa delle dimissioni di Serpelloni e di un ripensamento strutturale e complessivo delle politiche sulle droghe da parte del governo, Canapisa non rimarrà a guardare, ma inizierà a praticare il cambiamento inevitabile!!!

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