T.A.Z. against Business

Free TazDa diversi anni la scena dei free parties ha conosciuto un lento declino, che chiunque abbia frequentato questo ambiente anche solo per qualche tempo ha avuto modo di notare. Questo declino è dovuto non solo alla carenza di autogestione, ma anche alla scarsita’ di comunicazione su tematiche culturali e di controinformazione, con la conseguente inconsapevolezza delle cosiddette nuove leve, aumentate in proporzione alla facile reperibilita’ degli eventi; oltre a questo, in diversi Paesi europei la realizzazione e  l’inasprirsi di “leggi anti-rave” non ha di certo facilitato la situazione.

Alcuni recenti eventi come la festa di Cusago e il Karnival dimostrano in maniera lampante questa tendenza. Ma questa volta non vogliamo soffermarci sulla brutalità, la pochezza, l’inettitudine e l’incompetenza delle forze dell’ordine e delle istituzioni che sono intervenute in queste situazioni, che ormai diamo per scontate visti i chiari intenti repressivi. Questa volta vogliamo fare auto-critica come movimento.

I free parties, sono particolari situazioni di festa basati sul concetto di T.A.Z. (temporary autonomous zone). Per fare free parties non bastano casse e musica in una situazione illegale (altrimenti anche una discoteca che non fattura le entrate sarebbe un free party), servono particolari premesse sociali e politiche, utili a creare un ambiente auto-gestito.

Analizzando le pratiche per lo svolgimento di T.A.Z. e situazioni autogestite riteniamo particolarmente importanti quelle pratiche volte alla sicurezza dell’ evento e alla comunicazione degli intenti che ne stanno alla base.

In particolare riteniamo fondamentale:

Cultura, non business!
Il movente di un free party è sempre sociale e culturale, MAI una semplice occasione di business individuale; se un evento non ha tale caratteristica non può essere definito free party. Vogliamo  comunicare il nostro rifiuto per qualsiasi commercializzazione e  qualsiasi prodotto commerciale, e il nostro tentativo di sostituirli con auto-produzione e auto-gestione.

La scelta del posto
La taz non si ricicla! Utilizzare sempre gli stessi posti annulla l’effetto sorpresa e ci si trova ad affrontare una controparte gia’ preparata alla repressione. La scelta deve esser fatta solo dopo un’indagine preventiva (situazione politica, precedenti con forze dell’ordine, storia in relazione al territorio, proprietà, ecc.) utile ad evitare situazioni facilmente reprimibili e ad individuare aree con una valenza anche simbolica.

La messa in sicurezza del luogo
Delimitare le zone pericolose (grosse buche, pozze d’acqua, etc), riduce la possibilità che qualcuno dei partecipanti si possa far male. La presenza di alta tensione elettrica e lo sbocco del posto direttamente su strade trafficate sono situazioni ad alto rischio. Evitare assolutamente luoghi pericolanti o contenenti rifiuti speciali (amianto, rifiuti industriali, etc.)

La promozione e la gestione delle info
Non usare i massmedia (compresi i socialnetwork commerciali),per evitare una partecipazione massificata dove molti non sono interessati alle motivazioni che hanno spinto la creazione dell’evento e il messaggio culturale che si vuole dare. Non diffondere informazioni incerte sull’ubicazione di una festa.

Consumo consapevole
Le equipe informali di riduzione del danno, che promuovono un consumo consapevole, (organizzazioni di informazione sul consumo consapevole e riduzione del danno) sono parte integrante e irrinunciabile di un percorso libertario ed autogestito, oltre che di fondamentale aiuto nel prevenire e gestire situazioni pericolose. Le chill-out non sono un appendice del sound e non hanno un valore secondario rispetto ad esso.

Mass-media
Il ruolo dei mass-media è quello di distorcere e strumentalizzare la realtà delle cose in maniera tale da favorire il potere. Non relazionarsi con i mass-media (social network inclusi) ed evitare di diffondere fotografie e video con volti e targhe in chiaro (o qualsiasi altra informazione che riporti al riconoscimento dei partecipanti) può essere un ottimo modo per ridurre la repressione individuale e la strumentalizzazione mediatica.

Attenzione ai rifiuti
Promuovere pratiche di autogestione per la raccolta e quando possibile la differenziazione dei rifiuti… Reclamare luoghi vuol dire riappropriarsi di spazi concreti e sottrarli, anche momentaneamente, al degrado sociale ed ambientale a cui sono condannati.

Queste pratiche non riguardano solo i promotori o i sounds di un free party… essendo un momento di autogestione queste pratiche riguardano tutti i partecipanti perchè tutti sono responsabili dell’ organizzazione della T.A.Z.

Auspichiamo che certe brutte esperienze servano da lezione nella costruzione di free parties più coscienti e che spingano verso un uso più attento del termine free party!

Coordinamento FreeTAZ

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